Secche di Tor Paterno (IT6000010) - Azioni di intervento

Azione C.2:

Parco boe per la delimitazione del pSIC “Secche di Tor Paterno”

L’intervento prevede la perimetrazione del pSIC comprendente l’intera superficie dell’area marina protetta mediante l’acquisto, l’installazione e il posizionamento (ancoraggio su fondale) di 4 boe di segnalazione con sistema luminoso, per delimitare l’area nella quale è proibita la pesca, la navigazione a motore e l’ancoraggio. Questo intervento permetterà la conservazione dell’habitat prioritario della prateria di Posidonia oceanica. L’acquisto delle 4 boe e la loro installazione verrà affidata ad una ditta specializzata di riconosciuta fama nazionale. Saranno valutate e analizzate esperienze pregresse in ambito LIFE-Natura (es. Protezione di habitat marini e costieri nei SIC del Tirreno Meridionale – Oasi Blu di Isca – WWF Italia). L’azione sarà coordinata in collaborazione con RomaNatura (Ente di Gestione dell’area). Sempre per soddisfare la filosofia del LIFE Natura, l’area non sarà interdetta al pubblico (in accordo all’azione 1).

Azione D.2:

pSIC “Secche di Tor Paterno”. Monitoraggio dello status di conservazione dell’habitat prioritario “Praterie di Posidonia

La presenza della Posidonia oceanica è un indicatore di eccellenza dello stato di qualità delle biocenosi mediterranee. Per la valutazione dello stato di conservazione dell’habitat nel sito oggetto d’intervento saranno utilizzate le tecniche standardizzate per il monitoraggio delle biocenosi marine e delle specie d’interesse. In particolare per la Posidonia saranno utilizzati i parametri di classe di densità fogliare (densità fascicoli fogliari per metro quadro; numero medio di foglie per fascio; valore medio dell’area fogliare; coefficiente A; % specie algali epifite). Tra gli indicatori dello status di conservazione saranno esaminati, in base al “Manuale di Interpretazione degli habitat” Eur 15/2 Ottobre 1999): Molluschi :Pinna nobilis, Echinodermi: Asteria pancerii, Paracentrotus lividus, Pesci: Epinephelus guaza, Hippocampus ramolosus. In considerazione della particolarità del sito sarà messo a punto un programma di monitoraggio genetico a diverse profondità comprensivo di analisi chimiche sul substrato (in considerazione della vicinanza con la foce del Tevere). Il monitoraggio della posidonia consisterà in una raccolta dati fenologici (densità fascicoli fogliari; coefficiente apici, indice medio di superficie fogliare, ecc.) da effettuarsi due volte l’anno, da materiale raccolto in 3 stazioni, ciascuna posta a tre livelli di profondità (bassa, intermedia, profonda) nelle quali effettuare 30 saggi. Per l’area sarà sufficiente una coppia di subacquei esperti e due assistenti. Oltre ai dati fenologici sarà effettuato un monitoraggio genetico in laboratorio per saggiare il livello di stress ambientale.